
In queste pagine il male si rivela come aspetto incontestabile della realtà, parte non eliminabile della totalità e si palesa in vincoli di fratellanza con il bene. Per assurdo, gioca un ruolo innegabile nel realizzare la pienezza dell’esistenza, perché è attraverso la dialettica aspra e perenne tra male e bene, tra l’ombra e l’io, che l’uomo ignaro e inconscio evolve in individuo cosciente ed eticamente responsabile.
Nella realtà della vita psichica, per quanto paradossale, il male è nor-male.
Claudio Widmann, psicologo, psicoterapeuta, analista junghiano, è direttore dell’icsat (Italian Committee for the Study of Autogenic Therapy). Docente di discipline inerenti il simbolismo e l’immaginario presso varie Scuole di Specializzazione in Psicoterapia, conferenziere, è autore di numerosi scritti dedicati ai temi salienti della psicologia junghiana.
Curatore di volumi collettanei (Il viaggio come metafora dell’esistenza, La psicologia del colore, Il rito), è autore di saggi che contribuiscono tanto all’approfondimento quanto alla divulgazione del pensiero junghiano. Ricordiamo Il simbolismo dei colori (giunto recentemente alla sua 3a edizione), Le terapie immaginative, La simbologia del presepe, Sul destino, Il mito del denaro, tutti editi per i tipi delle Edizioni Magi.
Vive a Ravenna, dove svolge l’attività di libero professionista.
Autore: Claudio Widmann (a cura di)
Anno di pubblicazione: 2009
Pagine: 224
Editore: Ma.Gi.